venerdì 28 agosto 2015

Recensione #2: Come per magia.

Buongiorno Amanti dei Libri!
Si, lo so! Sono un disastro, non riesco ad essere per nulla costante in ciò che faccio e come se non bastasse la TBR definita e avviata... potrei dire che manco l'ho cominciata praticamente! 

Ad ogni modo, anche se pare impossibile sono riuscita a finire di leggere un libro! Yeeeeeee! *autoapplausi in corso, accompagnati da balletti fatti in giro per la stanza*

Titolo: Come per magia
Autore: Kirsty Greenwood
Editore: Tre60
Prezzo: 14,00 euro
Pagine: 335

Pur di evitare qualsiasi conflitto, Natalie è disposta a tutto: spesso preferisce dire una bugia «bianca» che esprimere ciò che pensa davvero, e pur di assecondare le pretese della sua bislacca famiglia ha rinunciato al sogno di diventare una chef. Ora sta per sposarsi, ma invece di organizzare il matrimonio secondo i propri desideri cerca come sempre di accontentare tutti: la madre nevrotica, la sorella viziata, il fidanzato egocentrico fissato con il fitness, perfino la parrucchiera che le ha fatto un'acconciatura terrificante... Una sera, però, Natalie accompagna la sua migliore amica Meg a uno spettacolo di magia e finisce per essere ipnotizzata: d'ora in poi potrà dire sempre e soltanto la verità, nient'altro che la verità. Dall'istante in cui pensieri e opinioni cominciano a uscirle di bocca senza più filtri, si mette in moto un'irresistibile reazione a catena che rischia di mandare completamente all'aria la sua vita, a partire dalle imminenti nozze. A Natalie non resta che mettersi alla ricerca del misterioso ipnotista per fargli annullare l'incantesimo, ed è seguendo le sue tracce che si ritrova nel paesino di Little Trooley, e nel pub dell'affascinante e ruvido Riley. Natalie non è a caccia di avventure, vuole solo tornare a casa, riprendere la tranquilla esistenza di sempre e sposarsi... ma è proprio questa la verità? Quando non puoi fare altro che essere completamente e spudoratamente sincera con tutti gli altri, puoi ancora mentire a te stessa?

Recensione.

Stento io stessa a credere che sto scrivendo la recensione di questo libro. Mi fu regalato quasi due anni per Natale da mio fratello e finalmente - meglio tardi che mai! -  l'ho finito.
Ho letto molte recensioni e sono praticamente d'accordo con tutte: l'ilarità, l'elemento a sorpresa, la stravaganza di certe cose e in queste la pazzia con cui sono state scelte.
Insomma... comincio andando nel dettaglio!
La storia inizia parlando delle varie attività ed eventi che stanno avvenendo in vista delle nozze della protagonista, Natalie Butterworth. La parrucchiera le fa un taglio a scodella, la madre organizza i dettagli della cerimonia nella maniera più eccentrica e "barbiesca" possibile - tutto rosa, strass, brillantini - ed un abito a dir poco orribile, la sorella cerca di rendersi utile ma naturalmente l'ultima parola non è quella della Sposa, ma la sua. Come se non bastasse la protagonista è la classica bonacciona altruista che non riuscirebbe nemmeno a sgridare e mettere a cuccia il proprio cane perché ha fatto pipì in casa.
Ci siamo capiti, insomma: non è capace di dire di no.
Una sera va ad uno spettacolo dove vi è un ipnotizzatore che la sceglie come cavia: ciò che afferma diventa reale.
Da quel momento Lei non può fare altro che dire la verità.
Ovviamente nessuno le crede all'inizio e tutto ciò che piano piano si era costruito crolla impercettibilmente: il capo la considera una drogata e le consiglia di andare in riabilitazione, il fidanzato la considera una depressa perché gli viene detto che non è bravo a letto, che è egocentrico e che le sue scelte culinarie fanno schifo; per non parlare della madre e della sorella alle quali ovviamente viene smontata l'idea delle decorazione tutte glitter, strisce rosa e scintillanti.
L'unica ad aiutarle è la sua amica Meg, la quale accompagna nel villaggio in cui l'Incredibile Brian, il presumibile ipnotizzatore, vive: Little Trooley.
Qui avrà un'avventura dietro l'altra e potrà riscoprire quanto il cucinare, sua grande passione, le sia mancato. Conosce lo Zio Alfred, il rustico Robbie, l'insopportabile Honey e l'affascinante barista Riley.
Ed è proprio quest'ultimo, proprietario di un locale, Il  Vecchio Ghiribizzo, ereditato dalla madre a complicare tutto. I suoi occhi sembrano magneti che attraggono la ragazza e non ci vuole molto per capire che anche per lui è lo stesso.
In tutto questo c'è un però: Jasper Hobbs.
Figlio del più potente imprenditore del villaggio e non solo, vuole comprare il Vecchio Ghiribizzo per trasformarlo in uffici. Ovviamente Riley non si lascia intimidire dal riccone e non ha alcuna intenzione di arrendersi ma non ha la minima idea di ciò che andrà a scoprire... su di lui, su sua madre e su suo padre, quello vero.

"Sembro una bambola portarotoli di carta igienica."


Insomma,  i fuochi d'artificio nella storia non mancano e lo stile simpatico e divertente con il quale è stata scritta accompagna tranquillamente la lettura.
Devo dire però, che in certi momenti la storia si allungava molto; certe situazioni ed azioni sono state prolungate troppo per i miei gusti e, sinceramente scrivendo, ho saltato qualche riga cercando di collegarmi direttamente al finale della questione.
Gran cosa però è il fatto che, nonostante questo difetto, la storia non sia mai risultata noiosa da potermi far dire "adesso basta, non ne posso più di questo libro!".

Son sincera: il motivo per cui ho comprato il libro è che sono letteralmente impazzita per la copertina al momento dell'uscita. Quel rossetto color magenta acceso, quegli orecchini con la pietra color smeraldo e il gesto del silenzio indicato dal dito indice posato sul labbro dalla modella. Copertina davvero davvero attraente!

Se lo consiglio? Si.
Se è diventato uno dei miei preferiti? No.
Se può risultare noioso, almeno in alcune sue parti? Ni, o so. Come preferite.
Questo romanzo deve essere letto con una chiave molto soggettiva e per quel poco che posso "criticare" di oggettivo... credo di aver detto tutto.
La storia è simpatica, divertente, si riesce a trascorrere bene il proprio tempo leggendo questo libro.
Ho adorato in maniera maniacale la copertina, ammetto soprattutto nel periodo iniziale poi pian piano è andata calando ma ancora non è svanita del tutto, eheh.



/Mizuki.

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